Quattro passi nella storia  
  Le chiese  
     
     
 
     

Sardara oltre alle varie emergenze archeologiche che spaziano dal prenuragico fino al medioevo, esposte nel locale museo, ha conservato buona parte dell'interessante centro storico e i relativi monumenti.

Passeggiando nelle strade nelle quali è stato ripristinato il selciato e l'acciottolato si possono ammirare le case campidanesi in pietra e in "ladiri" (mattoni di terra cruda e paglia) con i loro caratteristici portali che conservano, scolpiti negli archi, i simboli dei mestieri e delle arti svolte dal "padrone di casa".

In alcune antiche abitazioni si possono visitare delle splendide raccolte di materiale etnografico che illustrano i tratti della civiltà contadina.

Per visitare queste esposizioni è necessario rivolgersi al museo archeologico o agli uffici della cooperativa Villa Abbas.

chiesaDi straordinario rilievo è il Santuario di S.Anastasia, con tempio a pozzo, attualmente al centro dell'abitato, ha un prospetto sormontato da un campanile a vela alta a due luci; nella facciata erano murate antichissime cornici dentellate e una protome taurina.
I materiali rinvenuti durante gli scavi (ceramiche geometriche, bronzi figurati frammentari, tra cui una navicella, vaghi di collana ecc.) consentono di individuare una cronologia compresa tra il IX e 1'VIII secolo a.C., prima età del Ferro.

san gregorioSan Gregorio
La chiesa di San Gregorio fu costruita tra il 1300-1325 ed è interessante quale tipico esempio dell' amal­gama tra il romanico ed il gotico in Sardegna. Il gotico trova le sue espressioni soprattutto negli archetti a leg­gero sesto acuto, nel rosone della facciata e nella bella bifora gotica dell' abside. Di stile romanico sono invece lo spartito della facciata ed il motivo della falsa loggia, di derivazione pisana.

 

 

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La chiesa misura 8 metri x 14 x 1,5 compresa l' abside rettangolare all' esterno col tetto a tre falde ed è costruita tutta in bella pietra da taglio di calcare bianco con alternanza di pietre di toni più scuri. La bella e suggestiva facciata è spartita da due lunghe lesene polistili gotiche che sorreggono due arcate poggianti al centro su mensole pensili. Le arcate hanno cornici sagomate. Il portale con architrave e piedritti semplici è incorniciato da un arco gotico a tre nervature prolungatesi fino a terra. Sopra il portale si apre un grande e bel rosone squisitamente gotico. Più oltre troviamo il motivo delle false logge, di derivazione pisana, formato da cinque arcate a cornice curva sagomata, sorrette da quattro colonnine quadrate che scaricano su quattro mensole a sbalzo. Le arcate sono coperte da un cornicione. Il frontone è decorato da undici àrcatelie a sesto spezzato, che seguono le pendenze del tetto. Al culmine di questo c' è un campaniletto a vela, a bifora, rifatto. L' interno ad una navata, coperta da capriate, ter­mina con l' abside semicircolare all' interno, coperta da semicatino e riceve luce dall' elegante bifora gotica. E' intonacata di restauro.
La chiesa di San Gregorio di Sardara è un interes­sante esempio di transizione tra il romanico ed il gotico in Sardegna.

La Parrocchiale della Beata Vergine Assunta
Posta al culmine di una scenografica scalinata, è affiancata, sulla destra, da un campanile a canna quadrata, mentre il prospetto a coronamento inflesso è piuttosto semplice, ornato da un piccolo rosone sul portale e da una nicchia con statua. L'edificio è ricoperto con volta a sesto acuto spezzata da sottarchi. La costruzione risale ai primi anni del secolo XVII. La chiesa dell'Assunta ospita la statua di San Bartolomeo (XVII sec.) e un organo a canne del 1758.

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sant'AntonioSant'Antonio
La chiesa di Sant'Antonio risalente alla seconda metà del 1600, cappella privata della nobile famiglia dei conti Orrù offre al suo interno un importantissimo altare ligneo probabilmente dei primi anni del '700, opera dello spagnolo Medinas che, forse perchè ripartito in Spagna o perchè deceduto, fece in tempo a realizzare solo la parte superiore con le tre caratteristiche nicchie che ospitano rispettivamente San Francesco, Sant'Antonio e la Madonna della difesa di devozione spagnola. La parte inferiore, pur realizzata da artigiani del luogo si sposò subito bene con quella del Medinas per cui nacque un'opera veramente artistica e di pregiato valore.

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